L’appello riformatore di Draghi per una salutare manovra sviluppista

“Uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali è oggi una priorità assoluta della politica economica nel nostro paese”. Mario Draghi è tornato ieri sul suo cavallo di battaglia, la crescita, parlando di giovani al seminario dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Il piano del governo, invece, è stato rinviato di una settimana e l’Ue chiede all’Italia che “le misure necessarie per ripristinare la fiducia dei mercati” siano prese al più presto possibile. Leggi Agenzie da paura
8 OTT 11
Ultimo aggiornamento: 06:59 | 7 AGO 20
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Nella maggioranza si discute del prossimo decreto sviluppo e di eventuali nuove risorse, non solo per abbattere il prestito. “Per rilanciare la crescita, ogni ipotesi è sul tappeto, il condono, come molte altre”, ha dichiarato ieri il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Anche il ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, non ha escluso nulla. Ma nel tardo pomeriggio una nota di Palazzo Chigi pone fine alle ipotesi: “Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale”.
La questione chiave resta comunque quella di trovare fondi. “Non si fanno le nozze con i fichi secchi”, ha ammesso Berlusconi prima di partire per la Russia. Ma dove sono i frutti succosi e maturi? Secondo Tremonti, oggi come oggi, non esistono. E’ qui il contrasto tra lui e il presidente del Consiglio. Anche per questo, ha fatto scattare una luce rossa la battuta di Umberto Bossi a proposito di vendere i lingotti rimasti alla Banca d’Italia. Di verghe (come sono chiamate in gergo) ce ne sono parecchie nella “sacrestia” di Palazzo Koch. Sommando quelle depositate a Fort Knox, nei sotterranei della Banca d’Inghilterra e presso la Bce, s’arriva a 2.701 tonnellate, quarto livello assoluto dopo Stati Uniti, Germania, Fondo monetario internazionale. Il loro valore è difficile da calcolare, perché non si può applicare automaticamente il prezzo del mercato privato arrivato a 35,20 euro il grammo (a 24 karati). In ogni caso, supera i 95 miliardi di euro. La riserva è di proprietà della banca centrale, venne sottratta dai nazisti e solo una rivoluzione può espropriarla. Potrebbe diventare in qualche modo un sottostante per risorse da destinare alla crescita? Nel 1974 ne fu impegnata una grossa fetta, trasferendola alla Bundesbank. Una volta restituiti, i lingotti sono tornati in Italia.

Lo sviluppismo di Draghi si distingue rispetto al dibattito sulle risorse pubbliche da mettere in gioco (si parla ancora una volta di rilanciare le infrastrutture e rimettere in moto le costruzioni) perché punta sulla liberazione dai lacci e lacciuoli che vincolano la crescita. Tra questi, c’è il mercato del lavoro, attraversato da conflitti e sperequazioni. “E’ necessario favorire i processi di riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori – ha detto ieri il governatore della Banca d’Italia – occorre ridurre il grado di segmentazione del mercato oggi diviso in settori protetti e non protetti, intervenendo sulla regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali ed estendendo la copertura degli istituti assicurativi”.